info@neurosystem.it          Lun e Gio: 8:00 - 20:00

Stress cronico: un fattore di rischio per l’obesità

Stress e alimentazione: non siamo diversi dai nostri antenati

La risposta allo stress e il comportamento alimentare sono regolati da complessi meccanismi fisiologici, biochimici, psicologici e sociali.

Molte aree cerebrali, tra cui l’ipotalamo e l’ippocampo, sono coinvolte sia nell’assunzione di cibo, sia nella funzionalità dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), principale meccanismo di reazione allo stress. La percezione di un pericolo innesca una intricata catena di eventi, che favorisce la secrezione di uno specifico ormone, il cortisolo.

Quest’ultimo permette di fronteggiare la situazione stressante e quando la minaccia è terminata, invia un feedback al Sistema Nervoso Centrale per cessare l’allarme e ripristinare una condizione di equilibrio.

Numerosi studi scientifici hanno indagato l’influenza dello stress sul comportamento alimentare.

Lo stress acuto induce generalmente inappetenza. Quando avvertiamo una minaccia alla nostra sicurezza, è attivata una risposta ancestrale chiamata di “attacco o fuga”, che interrompe gli stimoli non necessari in quel momento, come la sensazione di fame.

L’esposizione a stress cronico provoca invece una condizione di iperfagia, con una maggior predilezione per alimenti ricchi di grassi e zuccheri. Anche la preferenza per i cibi ipercalorici può essere spiegata da un punto di vista evolutivo.

Gli esseri viventi hanno una naturale predisposizione all’assunzione di alimenti ricchi di nutrienti, in quanto sono funzionali alla sopravvivenza dell’individuo durante i periodi di carestia, condizione comune per i nostri antenati.

Cibo e cervello

Il cervello è predisposto alla regolazione del benessere psicofisico della persona, secondo parametri basati sul piacere e sull’evitamento del dolore.

La serotonina è un importante regolatore del tono dell’umore, della qualità sonno e dell’appetito, meccanismi fortemente alterati in individui esposti a stressors cronici.

La dopamina è invece una sostanza implicata nel circuito della ricompensa e nel circuito del piacere, entrambi essenziali nella regolazione del comportamento alimentare.

Il neuropeptide Y (NPY) quando si attiva, segnala al cervello la necessità di assumere cibo.

La leptina ha invece il ruolo di diminuire l’appetito.

Quale è l’interazione tra i meccanismi regolatori del comportamento alimentare e la risposta allo stress?

Livelli elevati di cortisolo, caratteristici di una risposta prolungata allo stress, sono seguiti da un aumento della secrezione del NPY e da una diminuzione della leptina. L’ attivazione dell’HPA stimola inoltre il rilascio di dopamina, che va a rinforzare la reazione di stress.

Stress, obesità e fattori psicosociali

L’iperfagia indotta dallo stress cronico, costituisce un serio rischio per lo sviluppo dell’obesità addominale, con un maggior rischio di malattie cardiache e di diabete di tipo 2.

La relazione tra stress e obesità può essere considerata come bidirezionale. Lo stigma sociale nei confronti dell’obesità può indurre ulteriori esperienze di stress, con un conseguente aumento dell’assunzione di cibo.
Il cibo è infatti utilizzato per regolare le emozioni, nel tentativo di ridurre gli effetti dello stress e stimolare i circuiti neurali che regolano il piacere. Per esempio, l’assunzione di carboidrati e grassi aumenta la secrezione di serotonina.

Quale è il ruolo dello psicologo?

Lo psicologo è una figura necessaria nel trattamento dell’obesità e negli aspetti legati allo stress, con interventi mirati all’ acquisizione di strategie di coping più efficaci. Il successo terapeutico non è sempre prevedibile, considerando il coinvolgimento di molteplici
fattori.

Le complesse modificazioni neurofisiologiche e neurochimiche descritte, insieme all’intervento di variabili ambientali e psicologiche, innescano dei meccanismi di dipendenza non diversi da quelli che coinvolgono l’abuso di sostanze stupefacenti.


Ans, A. H., Anjum, I., Satija, V., Inayat, A., Asghar, Z., Akram, I., & Shrestha, B. (2018). Neurohormonal regulation of appetite and its relationship with stress: a mini literature review. Cureus, 10(7).

Cotter, E. W., & Kelly, N. R. (2018). Stress-related eating, mindfulness, and obesity. Health Psychology, 37(6), 516.

Tomiyama, A. J. (2019). Stress and obesity. Annual review of psychology, 70, 703-718.

Torres, S. J., & Nowson, C. A. (2007). Relationship between stress, eating behavior, and obesity. Nutrition, 23(11-12), 887-894.

Dott.ssa Alessia di Poce

Dott.ssa in Scienze e Tecniche Psicologiche
Studentessa in Neuroscienze Cliniche Università Europea di Roma

alessiadipoce3@gmail.com

Questo articolo ha un commento

  1. Avatar

    Complimenti..molto interessante!

Lascia un commento

Chiudi il menu