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Neuroplasticità: il cervello che cambia

Che cos’è la neuroplasticità?

La neuroplasticità si riferisce ai cambiamenti fisiologici del cervello che si verificano come risultato delle interazioni con il nostro ambiente. Dal momento in cui il cervello inizia a svilupparsi fino al giorno in cui moriamo, le connessioni tra le cellule del nostro cervello si modificano e riorganizzano in risposta all’interazione con l’ambiente.

Questo processo dinamico ci permette di imparare e adattarci alle diverse esperienze.

Quando apprendiamo qualcosa di nuovo “ricalibriamo” il nostro cervello per adattarci alle nuove circostanze, questo avviene quotidianamente, ma è qualcosa che possiamo anche incoraggiare e stimolare. Nello specifico non è il cervello nella sua totalità a modificarsi, ma all’interno dei singoli neuroni avvengono modificazioni delle spine dendritiche e lo sviluppo di nuovi rami dell’assone di un neurone.

Quali sono i meccanismi alla base della neuroplasticità?

La neuroplasticità può essere ricondotta a 3 meccanismi principali:

  1. Modificabilità della trasmissione sinaptica: variazioni nella quantità di neurotrasmettitore liberato nella sinpsi;
  2. Sprouting: aumento dei collaterali assonici e conseguente formazione di nuove sinapsi;
  3. Neurogenesi: formazione di nuove cellule nervose nel cervello adulto.

Neuroplasticità e apprendimento

La relazione tra neuroplasticità e apprendimento si correlata al fenomeno per cui quando impariamo creiamo nuove connessioni cerebrali. Queste connessioni sinaptiche possono essere modificate in modo permanente dai nuovi apprendimenti. Ogni nuova acquisizione ha il potenziale di connettere nuovi neuroni e cambiare la modalità di funzionamento predefinita nel nostro cervello.

Non tutti i nuovi apprendimenti sfruttano la neuroplasticità cerebrale, ma sicuramente l’apprendimento di una lingua o di uno strumento musicale, per esempio, comportano la creazione di nuove connessioni cerebrali.

Neuroplasticità e psicoterapia

La psicoterapia può essere intensa come un’attività che induce una modifica nel nostro comportamento tramite una nuova esperienza e apprendimento. I benefici della psicoterapia sono quindi anch’essi correlati ai cambiamenti cerebrali che la neuroplasticità rende possibili.

Le variazioni dei nostri processi cognitivi e modalità di pensiero sono possibili poiché sono il riflesso di modifiche che avvengono a livello neuronale.

La neuroplasticità cambia con l’età?

La neuroplasticità va incontro a modifiche della sua funzionalità nelle diverse fasi di vita di un individuo. Nel cervello dei bambini ogni nuova esperienza richiede un cambiamento nella struttura e nella funzionalità cerebrale.

Alla nascita ogni neurone ha circa 7.500 connessioni con altri neuroni, e all’età di 2 anni essi hanno piu’ del doppio di connessioni del cervello adulto. Queste connessioni vengono lentamente eliminate mentre il bambino cresce e inizia a formare i propri schemi e connessioni uniche.

La neuroplasticità non è assente negli adulti, ma ha una “forza” minore. Tuttavia il cervello resta comunque capace di cambiare e modificarsi in modo importante.

Nell’anziano questa funzionalità va incontro ad un ulteriore rallentamento, ma con le stimolazioni adeguate è possibile promuovere un cambiamento positivo.

Quali sono i benefici della neuroplasticità sul cervello?

  1. Recupero da eventi cerebrali, come l’ictus
  2. Recupero da lesioni cerebrali traumatiche
  3. Migliori capacità di memoria
  4. Un apprendimento più efficace

Dott.ssa Ilaria Daniotti

Psicologa
Ambito neuropsicologico e della riabilitazione cognitiva

daniotti.ilaria@gmail.com

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