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L’Importanza della Medicina Preventiva e della Terapia Integrata Mente-Corpo per la Salute Mentale

La salute e il modello Bio-Psico-Sociale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come “uno stato dinamico e completo di benessere fisico, mentale, sociale e spirituale, non mera assenza di malattia”, attribuendo ad ognuno di questi fattori lo stesso grado di importanza. Non a caso, la ricerca scientifica ci fornisce continuamente un ampio ventaglio di studi che ci suggeriscono sempre di più quanto sia difficile parlare di salute fisica senza considerarne i fattori psicologici e sociali, e di salute mentale senza considerare quella fisica e sociale.

Questo concetto può essere racchiuso in un paradigma noto come Modello Bio-Psico-Sociale, che mette sullo stesso piano questi tre fattori e che si allontana da un modello più pragmatico quale può essere quello esclusivamente biomedico che si limita a considerare la malattia solo come un qualcosa di organico, causata da virus, difetti genetici o alterazioni anatomiche. Al contrario, il modello Bio-Psico-Sociale ha una visione più ampia. Ad esempio, una tipica malattia dermatologica fortemente connessa con lo stress, come la dermatite, può essere considerata nella sua componente biologica in quanto si manifesta con problemi cutanei, nella sua componente psicologica in quanto una delle cause risiede nelle condizioni di stress cronico, e nella sua componente sociale in quanto lo stress può essere causato da vari motivi di ordine sociale, come le interazioni con i propri simili, la condizione economica o lo status lavorativo.

Nella relazione con il paziente, è corretto tenere conto della possibilità che una malattia organica può essere slatentizzata o esacerbata da un problema psicologico, così come una malattia organica può causare disturbi psicologici tanto in maniera diretta, andando ad intaccare la fisiologia cerebrale dei neurotrasmettitori o delle funzioni cognitive, quanto indiretta, poiché il paziente si trova nelle condizioni di dover affrontare una situazione che può incidere sulla vita relazionale, lavorativa e affettiva.

Oggigiorno si stanno investendo numerosi fondi per sensibilizzare la popolazione ad attuare maggiori misure preventive per svariati tipi di malattie. Per prevenzione si intende “un’azione diretta a impedire il verificarsi o il diffondersi di fatti non desiderati o dannosi”.

Ad esempio, per la salute femminile abbiamo già a disposizione il test per il Papilloma Virus offerto a tutte le donne tra i 30 e i 64 anni ogni cinque anni, il Pap-Test per il tumore al collo dell’utero ogni tre anni per le donne tra i 25 e i 30 anni o, ancora, lo screening oncologico con mammografia per il tumore al seno nelle donne tra i 50 e i 69 anni ogni due anni. Per la salute maschile, invece, sono consigliati screening gratuiti per il tumore del colon-retto a partire dai 45-50 anni oppure di effettuare una cosiddetta “stratificazione del rischio” presso il proprio medico di base per valutare, e possibilmente abbassare, il rischio di andare incontro ad eventi cardiovascolari. Per rischio si intende “una condizione statisticamente associata ad una malattia che può concorrere alla sua patogenesi, favorirne lo sviluppo o accelerarne il decorso”.

L’esempio più rappresentativo di prevenzione, inoltre, è quello che stiamo vivendo in questo periodo di emergenza COVID-19, dove è ben chiaro quanto la prevenzione tramite l’uso delle mascherine, il distanziamento e l’igiene delle mani, possa di fatto darci un’enorme responsabilità: quella di poter preservare la nostra vita e quella degli altri. E a partire da questo esempio, sono già molti gli studi che hanno dimostrato quanto la condizione di distanziamento, la diminuzione dei rapporti affettivi e lavorativi e la preoccupazione per la situazione in generale abbiano influito notevolmente sulla salute mentale, aumentando le richieste di aiuto ai centralini psicologici e avendo un forte impatto sui livelli di stress, ansia e depressione.

Tutti questi elementi si combinano insieme in diversi modi, ognuno dei quali conduce ad uno stato di salute generale deficitario.

Ansia e depressione possono essere considerate come condizioni di stress, che hanno degli effetti nocivi sul nostro corpo: l’aumento di adrenalina e cortisolo fanno male al cuore e alla pressione sanguigna, incide sulla fertilità, aumenta la tensione muscolare provocandoci dolori, abbassa notevolmente le difese immunitarie e, soprattutto, ci fa mettere in atto tutti quei comportamenti disfunzionali che conducono allo sviluppo di malattie organiche. Ad esempio, è stato osservato che lo stress, attraverso comportamenti come l’aumento dell’introito di cibi malsani, l’obesità, l’uso di fumo, alcol e droghe e la sedentarietà favorisce lo sviluppo di neoplasie, così come la formazione di nuovi vasi linfatici (che facilitano il viaggio delle cellule cancerose attraverso il corpo) che permettono poi di mantenerle. Attenzione: ad oggi non è stata dimostrata alcuna relazione diretta tra stress e cancro, pertanto non si può dire che lo stress causi il cancro, bensì è stato inserito tra i fattori predisponenti e di mantenimento, per i motivi di cui sopra.

D’altra parte, trovarsi a dover affrontare una lunga convalescenza può causare stress, ansia e depressione che a loro volta rendono deficitaria la qualità della vita, abbassano l’aderenza alle cure e possono alterare una situazione già di per sé complessa, tutti elementi che dovrebbero essere sempre considerati per pianificare un iter terapeutico che sia il più completo possibile. Lo stesso discorso può essere applicato ugualmente anche alle patologie gastrointestinali (ad esempio tramite l’alterazione della motilità intestinale che causa dispepsia o sindrome dell’intestino irritabile) e alle malattie neurodegenerative poiché tra i fattori di rischio basilari sono annoverati anche gli stili di vita non salutari.

Pertanto, la prevenzione è l’azione più importante che possiamo fare nei confronti di noi stessi perché ci permette di evitare, rallentare o prendere in tempo situazioni organiche e mentali che altrimenti sarebbero più pericolose o difficili da curare.

La terapia integrata mente-corpo per la cura e la prevenzione

L’attività della mente è, dunque, in grado di alterare l’assetto biologico, intervenendo sul sistema immunitario, endocrino, nervoso e metabolico, e viceversa. La cura, dunque, parte dalla prevenzione e la cura del corpo comprende anche la cura della mente.

Esistono numerosi studi che dimostrano, ad esempio, che la psicoterapia è in grado di apportare cambiamenti al cervello e indurre modifiche epigenetiche che migliorano la funzionalità e l’efficienza dei circuiti neurali malfunzionanti, con enormi differenze prima e dopo il trattamento. La psicoterapia e i trattamenti farmacologici per la cura di qualsiasi malattia possono sempre essere integrati con le terapie del corpo o con quelle che aumentano la cosiddetta “consapevolezza di sé” come la mindfulness, il tai-chi-chuan e il neurofeedback che partendo da un’azione sulla mente sono in grado di indurre cambiamenti corporei.

Gli effetti positivi più evidenti ed ampiamente documentati sono:

– La diminuzione degli ormoni dello stress (cortisolo e adrenalina) che a sua volta migliora il sistema immunitario, la pressione sanguigna e l’attività cardiaca

– L’aumento degli ormoni del benessere e dell’affettività (endorfine ed ossitocina) e di quelli che riducono la depressione (serotonina)

– La riduzione dell’infiammazione grazie ad una migliore azione delle citochine

– La diminuzione della tensione muscolare

Integrare ulteriormente queste pratiche, che sono adatte tanto per la prevenzione quanto per la cura, con una buona dose di sport, un’alimentazione bilanciata, un sonno regolare e l’abbandono di abitudini poco sane può essere un ottimo atteggiamento che aiuta tanto a prevenire l’insorgere di alcune patologie quanto a favorire l’aderenza alle cure farmacologiche e la qualità della vita nei casi di malattie più complesse. Un ulteriore vantaggio è che, nei casi di disturbi ansioso-depressivi non eccessivamente gravi, possono sostituire o minimizzare l’uso di psicofarmaci e con essi anche gli effetti collaterali associati.

Mente e corpo non possono più essere considerati come due elementi separati, bensì parti di un sistema che interagiscono costantemente tra di loro. Prendersi cura del proprio corpo significa prendersi cura della propria mente e viceversa, sia quando si tratta di promuovere il benessere fisico e mentale prevenendone, nei limiti del possibile, le patologie, sia quando la patologia è già presente e si sta cercando di curarla o alleviarla nella sua totalità.  

Dott.ssa Ambra Salvati

Laurea Magistrale in Psicologia con indirizzo in Neuroscienze Cliniche.
Collaboratore di ricerca presso University of Oxford.

ambrasalvati@gmail.com

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