La Responsabilità Genitoriale ai Tempi del Covid-19

Cosa si intende per responsabilità genitoriale?

Si parla di responsabilità genitoriale quando si fa riferimento all’insieme dei diritti e dei doveri, di volta in volta indicati dalla legge, che spettano e gravano su entrambi i genitori. In alcune circostanze, come la separazione o il divorzio, la medesima responsabilità non cessa, fatta eccezione dei casi in cui uno dei due genitori non riesca a farsi carico della stessa.

Covid-19 e genitori separati

Come è possibile declinare, in questo momento di emergenza, la responsabilità genitoriale in caso di genitori separati?  Risulta opportuno partire dall’idea che quello che stiamo attualmente vivendo è inevitabilmente fonte di angoscia e sofferenza che si manifesta in ogni individuo. Il Covid-19 è stato infatti capace di sconvolgere un’intera comunità nello stesso momento, tanto da poter generare un vero e proprio trauma collettivo, determinato dall’imprevedibilità della realtà a noi circostante. In casi simili è normale reagire alla situazione stressante agendo: attaccando o fuggendo con il fine di mettersi al sicuro e reagire al pericolo percepito. Allo stato attuale però questo non è possibile, in quanto occorre restare fermi bloccando quindi l’attivazione fisiologica che a sua volta può condurre però all’incremento di risposte emotive negative come l’aggressività o irritabilità (Van der Kolk, B.,2020). Le persone maggiormente soggette ad eventi come quelli che stiamo vivendo risultano inevitabilmente quelle più fragili, tra questi i figli minori di genitori separati o comunque sia inseriti in sistemi familiari complessi, nei quali nella maggior parte dei casi il conflitto tra i genitori è determinato proprio da contrasti circa la frequentazione del figlio. L’attuale situazione di emergenza sanitaria e la conseguente normativa che prevede il divieto di eseguire spostamenti al di fuori del comune di residenza, si ripercuote necessariamente nei rapporti figli-genitori separati in quanto alimenta lo stato di angoscia che si manifesta dunque nella paura del genitore collocatario di mandare il figlio dal genitore non convivente. Ciò che in precedenza risultava essere parte della nostra quotidianità, come il semplice spostamento del bambino da un quartiere all’altro o nell’abitazione dell’altro genitore, risulta ad oggi investito da un carico di vissuti ansiosi, determinati dall’impossibilità di prestare controllo sul figlio e che si ripercuotono all’interno della coppia genitoriale generando così ulteriori contrasti. Lo stesso vissuto di angoscia non viene meno al genitore non collocatario il quale, data la circostanza, soffre la lontananza del minore e l’impossibilità di prestare lui la dovuta protezione, a causa delle difficoltà di non poter garantire la frequentazione con lo stesso. La tutela della prole minorenne alla salute, sembra quindi influire necessariamente sulla sua salute psico-fisica, nella quale, anche la bigenitorialità, rientra nel diritto di salute del minore. Vediamo dunque come è possibile preservare la stessa nel pieno rispetto delle normative vigenti e di quelle precedentemente stabilite dal giudice nel provvedimento di separazione o divorzio.

Cosa devono fare i genitori?  

Per tutelare l’interesse del minore risultano a tal proposito di fondamentale importanza le funzioni protettive e affettive, necessarie alle responsabilità genitoriali e volte a custodire i bisogni del figlio minore. Si parla di funzioni protettive quando si fa riferimento alla funzione tipica del genitore che consiste nell’offrire cure adeguate ai bisogni del bambino. Tra queste vi è la capacità di anticipare, cogliere e comprendere le esigenze del figlio, garantendogli così quella che viene definita  “sintonizzazione affettiva“ ovvero  l’esecuzione di comportamenti che esprimono la qualità di un sentimento condiviso senza tuttavia imitarne l’esatta espressione comportamentale (Stern,D., 1995), la quale consiste  nella capacità di entrare in risonanza affettiva con il figlio senza esserne inglobato. Per tali ragioni che, quando si parla di funzioni protettive, si fa indubbiamente riferimento anche alla capacità di garantire al minore la possibilità di frequentare il genitore non convivente, preservando così il benessere e l’adeguato sviluppo psico-fisico dello stesso, già compromesso dalle innumerevoli privazioni imposte dal Covid-19 come quella ad esempio di non poter frequentare la scuola o il gruppo dei pari.  Per tali ragioni che la frequentazione con il genitore non collocatario dovrebbe essere garantita e rispettata affinché entrambi possano preservare le responsabilità genitoriali, volte alla tutela dei bisogni dei figli, ad oggi particolarmente soggetti allo stato di emergenza, che necessita fortemente di essere compensata ai fini di un adeguato sviluppo psichico dell’Io. (Capri, P., 2020).

Dott.ssa Francesca Romana Di Giacomo

Psicologa
Esperta in Psicologia giuridica e Psicodiagnostica

francescaromanadigiacomo@gmail.com

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