Il ruolo del Neurofeedback nell’educazione alimentare

Quando non riusciamo a controllarci

Una corretta alimentazione alle volte può essere compromessa da una scarsa capacità di regolazione nell’assunzione di cibi grassi, zuccherati e genericamente molto calorici.

Il desiderio irrefrenabile alla base dell’assunzione non controllata di questi cibi viene chiamato tipicamente “food craving”. Tra le cause alla base del food craving vanno sicuramente inseriti aspetti bio-comportamentali.

Maggior consapevolezza, nessun effetto collaterale

Proprio per questo motivo il Neurofeedback può rivelarsi utile. Il Neurofeedback si è dimostrato uno strumento efficace nella gestione del food craving, come evidenziato in un nostro studio pubblicato sull’International Journal of Psychophysiology (Imperatori et al., 2016).

Il Neurofeedback può aiutare il paziente a raggiungere uno stato di maggior controllo e consapevolezza sulla propria mente e sul proprio Sistema Nervoso Centrale. Il suo obiettivo è di trasferire le abilità apprese durante il trattamento, nelle situazioni della vita quotidiana che risultano più problematiche.

Niente più sensi di colpa

Un miglior stato psicofisiologico può rivelarsi fondamentale per poter gestire al meglio quell’intenso desiderio che ci fa perdere il controllo, che porta sensi di colpa e conseguenze sulla nostra salute.

L’importanza dell’integrazione: Neurofeedback e nutrizione

L’integrazione del Neurofeedback con un piano alimentare personalizzato nasce dall’esigenza di fornire un trattamento completo che prenda in considerazione le specificità della persona.

L’obiettivo è di definire un intervento efficace che vada a lavorare sulle criticità del paziente valorizzando nel contempo le proprie preferenze e risorse. Un trattamento valido per ogni fascia d’età, utile non solo per chi vuole perfezionare la propria forma fisica ma anche per chi necessita migliori risultati in ambito sportivo.

Una soluzione che vuole fornire strumenti adeguati relativi alla complessità dell’individuo secondo un modello bio-psico-sociale.

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