Harder, Better, Faster, Stronger. Can Neurofeedback make a difference to you?

Queste sono le parole di Lucy, che ha gentilmente condiviso la propria esperienza con il Neurofeedback training. Per il nostro team è stato un onore poter ricevere questo importante riscontro. Grazie veramente di cuore.

These are the words of Lucy, who kindly shared her experience with Neurofeedback training. It has been an honor for our team to receive this important feedback. Thank you very much.

Qui il link all’articolo originale: https://www.linkedin.com/pulse/harder-better-faster-stronger-lucy-michaels

Di seguito la versione tradotta in Italiano

Concentrarsi meglio, prendere decisioni migliori, completare lavori più velocemente, essere più presenti. Bella lista dei desideri.


Ero solita distrarmi mentre qualcuno mi parlava; realizzavo improvvisamente di non aver ascoltato le ultime frasi. Non ero annoiata, volevo veramente ascoltare, ma il mio cervello andava da qualche altra parte. In classe, ero completamente concentrata su ciò che lo studente mi stesse dicendo, ma le parole mi passavano davanti ed io non riuscivo a catturarle. Ripetendolo, potevo capire ciò che veniva detto, ma spesso mi preoccupavo di mettere alla prova la pazienza delle persone o di dare l’impressione che non fossi interessata.

Successivamente, sono venuta a conoscenza del Neurofeedback in un libro intitolato “The Body Keeps the Score; Mind, Brain and Body in the Transformation of Trauma” di Bessel van der Kolk, e ho deciso di provarlo.

Dopo l’assessment iniziale, gli psicologi hanno confermato che le mie onde beta erano poco attive e che la mia memoria di lavoro verbale (necessaria per assimilare ciò che viene detto) era un po’ sotto la media. Non pretendo di capire la scienza dietro tutto ciò.

Abbiamo iniziato a lavorare sulle mie onde cerebrali. Quando dico “lavorare”, intendo sessioni di un paio d’ore a settimana, ognuna includeva tre giochi da 15 minuti: usare le onde cerebrali per far levitare un monaco, per memorizzare pattern di attivazione di cubi, o per aprire una diga all’interno di un paesaggio fantasy, ascoltando i podcast che volevo e guardando Netflix. È stato divertente!

Dopo circa sei sessioni, mi sono seduta per segnare una serie di libri. Normalmente, questo compito mi richiedeva 90 minuti, e una quantità incredibile di autocontrollo ed energia mentale per restare concentrata sul compito.
Improvvisamente è diventato semplice mantenere il livello di concentrazione richiesto, ho preso decisioni migliori su come organizzare il mio tempo, e sono riuscita a finire il compito in 45 minuti.

Una settimana dopo, ho notato un enorme differenza sulla mia abilità di mantenere la concentrazione mentre guidavo per molto tempo.

La settimana successiva, i miei amici hanno commentato il fatto che sembrassi molto più presente. Ho notato di non aver mai più perso il filo del discorso.

Quando scrivo un testo, è scritto molto bene sin dall’inizio, senza il bisogno di revisionarlo più volte prima di mandarlo ai miei colleghi.

Ho anche perso peso; dire “no” a ciò che sapevo non mi facesse bene non sembrava più essere difficile.

Dopo meno di due mesi di Neurofeedback, riesco davvero a concentrarmi meglio, prendere decisioni migliori, completare compiti più velocemente, ed essere più presente. Se solo l’avessi scoperto prima, quando ero più giovane! Non dovremmo farlo tutti a scuola?

Tante, tante grazie a tutto il team di Neurosystem per il loro aiuto nell’avermi resa più forte, veloce, e migliore.

Di seguito la versione originale

Concentrate harder, make better decisions, complete tasks faster, be more present. Nice wishlist.


I used to zone out when someone was talking to me; I’d suddenly realise that I hadn’t heard the last couple of sentences. I wasn’t bored, I really wanted to listen, but my brain went somewhere else. In class, I’d be fully concentrated on what a student was saying to me, but the words floated past me and I just couldn’t catch them. On repetition, I could take in what was said, but I frequently worried about trying people’s patience or giving the impression I wasn’t interested.

Then I read about Neurofeedback in ‘The Body Keeps the Score; Mind, Brain and Body in the Transformation of Trauma’ by Bessel van der Kolk, and decided to give it a go.

After the initial assessment, the psychologists confirmed that my beta waves were indeed off and that my aural working memory (required to take in what is said on the fly) was a little below average. I’m not going to pretend to understand the science behind it.

So we started to ‘work’ on my brainwaves. When I say work, I mean a couple of hour-long sessions a week, each including three 15-minute games: using my brainwaves to make a monk fly or to count cubes or to open a dam, listening to the podcast of my choice and watching Netflix. It was fun!

After about six sessions, I sat down to mark a set of books. This was normally a 90-minute task involving an incredible amount of self-control and mental energy to stay on task. Suddenly it was easy to keep up the required level of concentration, I made better decisions about how to organise my time and was finished in 45 minutes.

A week later, I noticed a huge difference in my ability to maintain concentration when driving long distances.

Another week later friends commented that I was much more present. I noticed that I never lost the thread of what I was saying anymore.

When I wrote a proposal, it was well-written on the first go, without the need for numerous revisions before sending it out to my colleagues.

I lost weight too; saying no to what I knew wasn’t good for me didn’t seem so onerous anymore.

After less than two months of Neurofeedback, I really can concentrate harder, make better decisions, complete tasks faster and be more present. If only I’d discovered this when I was younger! Shouldn’t we be all be doing this in school?


Many, many thanks to all at Neurosystem for their help in making me harder, better, faster, stronger!

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