Giornata Mondiale Autismo ed emergenza Coronavirus

Oggi, giovedì 2 aprile, in occasione della giornata mondiale dell’autismo, vogliamo dedicare uno spazio di riflessione a tutti quei bambini e ai loro genitori che si trovano, spesso soli, ad affrontare questo momento di difficoltà.

Per prima cosa ci tengo ad esprimere la nostra vicinanza a tutte queste famiglie che oggi si sentono smarrite e che si trovano ad affrontare una sfida ancora più grande della nostra. 

È importante far sentire loro la nostra vicinanza e promuovere in questa giornata speciale la consapevolezza rispetto alla loro problematica.

L’autismo, o meglio i disturbi dello spettro autistico (ASD), sono una eterogeneità di disturbi del neurosviluppo caratterizzati principalmente dalla compromissione dell’interazione sociale.

Si manifestano nella maggior parte dei casi in età precoce, intorno ai 3 anni.

Sono bambini che mostrano difficoltà in diverse aree: sociale, comunicativa, motoria, linguistica, immaginativa, attentiva, emotiva ed intellettiva.

 È importante che i bambini che soffrono di disturbo dello spettro autistico ricevano una diagnosi ed una presa in carico quanto più tempestiva possibile.

I disturbi dello spettro autistico colpiscono l’1% della popolazione; l’incidenza nel sesso maschile è di 4/5 volte superiore rispetto alle femmine.

Le cause di questa patologia ad oggi sono ancora in fase di studio e sono molte le iniziative a carattere di ricerca scientifica che mirano ad approfondirne l’eziologia.

La diagnosi è eseguibile esclusivamente grazie all’osservazione di tipo comportamentale del bambino.

Purtroppo non c’è una cura specifica per l’ASD ma una serie di terapie ed interventi comportamentali che questi bambini hanno bisogno di svolgere con molta costanza per raggiungere una buona qualità di vita.

Le terapie mirano ad ottenere miglioramenti sia sul piano linguistico, sia motorio ma soprattutto sul piano sociale, in quanto permettono ai bambini di avere una routine quotidiana e di imparare delle strategie per interagire con i pari.

La vera domanda che sorge spontanea in questo difficile momento storico di emergenza Covid-19 è: che ne è stato di questi bambini e delle terapie che seguivano?  Come se la stanno cavando i genitori a tenere a casa h 24 i loro figli con autismo in questo momento?

È bene ricordare che spesso i bambini con ASD presentano iperattività e ipo/iper sensibilità agli stimoli sensoriali di vario genere. Possono avere anche gravi deficit di regolazione emotiva e/o comportamentale.

Insomma tenere a casa questi bimbi senza le loro terapie, senza la scuola, senza l’aiuto da parte delle figure che solitamente prendono parte ai loro progetti riabilitativi non è affatto facile ma soprattutto è “dannoso”.

Infatti la deprivazione dei contesti d’interazione sociale, in primis l’interruzione dell’attività scolastica, potrebbe vanificare in qualche modo i progressi fatti in terapia, spesso ottenuti con molto sacrificio anche da parte dei genitori che prendono parte attivamente al progetto riabilitativo dei figli.

I bambini con ASD soffrono maggiormente questa emergenza sanitaria che ci coinvolge.

Per loro l’interruzione delle attività quotidiane è una grave perdita sul piano del funzionamento adattivo.

Avere una routine quotidiana gioca infatti un ruolo importantissimo nella regolazione comportamentale ed emotiva; hanno bisogno che la realtà sia quanto più possibile organizzata e facilmente prevedibile per “auto-regolarsi”.

Inoltre, spesso a causa del disturbo, mettono in atto comportamenti che li espongono maggiormente al rischio di contagio come mettere in bocca gli oggetti.

Questo cambiamento repentino della quotidianità potrebbe generare in loro caos, nei casi più gravi possono insorgere comportamenti autolesivi o aggressivi.

Per molti di loro è impossibile pensare ad una didattica a distanza come avviene per gli altri bambini. Vengono tagliati fuori ed i genitori che devono tenerli impegnati in casa incontrano non poche difficoltà.

“Se la situazione è già di per sé grave nella quotidianità con l’epidemia Covid-19 è molto peggiorata”.

Sono le parole di Chiara Pezzana, direttrice del centro Autismo di Novara.

Ricordiamoci di coloro che versano in una situazione di fragilità e tendiamo la mano per far sì che queste famiglie non si sentano sole in questo momento.

Nel nostro piccolo, con il progetto di supporto psicologico on-line gratuito vogliamo dire a tutte le famiglie con figli che soffrono di autismo che noi ci siamo. Soprattutto per i genitori che ne hanno bisogno.

Dott.ssa Maria Sole Nicoli

Neurosystem co-founder

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