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Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): l’intervento

Con un po’ di allenamento…

I bambini con DSA spesso si sentono “diversi” dai compagni, per questo motivo è necessario incoraggiarli e tenere conto dell’aspetto emotivo che deriva dalla diagnosi di questo disturbo. È fondamentale che le insegnanti rispettino il piano didattico personalizzato (PDP) e che si attengano alle istruzioni date dal clinico di riferimento del bambino con DSA.

I DSA se trattati adeguatamente sono modificabili (possono migliorare le abilità deficitarie nel bambino grazie a training) ma essendo di origine neurobiologica potrebbero non scomparire del tutto con “l’allenamento”. In ogni caso il bambino, potrebbe compensare le difficoltà grazie ad un buon Q.I.

Il piano didattico personalizzato (PDP)

Pianificare ed utilizzare interventi efficaci significa creare percorsi personalizzati, adeguati alle singole caratteristiche dello studente e al percorso di studi, favorendo così l’apprendimento. Per questo motivo si pianifica con la scuola un Piano Didattico Personalizzato (PDP) con l’obiettivo di sostenere il bambino nelle acquisizioni scolastiche.

Lo scopo è di rendere lo studente il più autonomo possibile, con tutte le ricadute positive in termini di successo scolastico ma anche di autostima ed emozioni positive associate a quest’ultima.

Esempi d’intervento

Per quanto riguarda l’abilitazione e riabilitazione delle difficoltà specifiche vi sono strumenti atti ad “allenare” le capacità che risultano essere deficitarie nel bambino.

Portiamo l’esempio della lettura (dislessia): il tachistoscopio si utilizza per abilitare e riabilitare lettura e riconoscimento visivo. È un programma facilmente accessibile dal computer grazie al quale si facilita sia la velocità di lettura sia la capacità di discriminare lettere, parole ma è utile anche per allenare la memoria di lavoro e l’attenzione (prerequisiti per la lettura efficace!).

Per quanto riguarda la riabilitazione dei domini dell’apprendimento, Training Cognitivo Integrato Benso viene considerata una delle terapie più efficaci. Questo metodo mira a potenziare le componenti attentive-esecutive, gli apprendimenti complessi e le funzioni sottostanti (linguaggio, visuo-percezione) che risultano deboli in bambini con DSA.

Anche il Neurofeedback si è rivelato essere un efficace metodo di trattamento per i bambini con difficoltà di apprendimento, come evidenziato da recenti studi in letteratura scientifica. Inoltre risulterebbe essere uno strumento efficace per training di potenziamento cognitivo e attentivo.

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