La Consulenza Neuropsichiatrica Infantile

Neuropsichiatria Infantile

La neuropsichiatria infantile è una branca specialistica della medicina, che si occupa dello studio dello sviluppo neuropsichico e dei disturbi neurologici, psichiatrici e neuropsicologici dell’età evolutiva. Come tale si occupa della diagnosi, cura e riabilitazione di patologie neurologiche nella fascia di età 0 e 18 anni (Terribili, 2012). È dunque una disciplina “mista” che include la pediatria, la neurologia e la psichiatria tutte da una prospettiva evolutiva. Attualmente in Italia tali competenze varie e complesse sono circoscritte ad un unico specialista: il neuropsichiatra infantile (Biancichi, 2012).

Il Neuropsichiatra Infantile (NPI)

La figura del neuropsichiatra infantile (NPI) è specializzata nella valutazione, diagnosi, e nei trattamenti terapeutici dei pazienti con specifici disturbi del neurosviluppo e con difficoltà scolastiche, comportamentali e relazionali nell’età evolutiva.  Tali condizioni compromettono lo sviluppo funzionale del paziente, sia dal punto di vista comunicativo e linguistico, sia nelle relazioni interpersonali, sia nel comportamento.

Il neuropsichiatra infantile generalmente fa un lavoro di equipe e collabora tra gli altri anche con i pediatri. Il pediatra a sua volta, si occupa della crescita generale del bambino, del suo corretto sviluppo e delle malattie (Terribili, 2012).

I neuropsichiatri infantili trattano una serie di problematiche neurologiche e psichiatriche come:

  • Disabilità intellettiva o ritardo dello sviluppo psicologico
  • Ritardo del linguaggio
  • Disturbi dello spettro dell’autismo
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Disturbi d’ansia e depressivi
  • Disturbi del comportamento e del funzionamento sociale
  • Disturbi di deficit di attenzione, iperattività
  • Disturbi specifici di apprendimento
  • Disturbi dello spettro psicotico

La diagnosi in NPI ha delle caratteristiche peculiari, che in parte la differenziano dalla diagnosi classica che si fa in medicina. Infatti per fare diagnosi di una patologia in neuropsichiatria (infantile e non) ci si basa sulla soddisfazione di alcuni criteri che sono riconducibili, in un continuum, al concetto di normalità: un temperamento, uno stato emotivo o un comportamento sono “normali” quando sono riscontrabili comunemente in una specifica fascia di età e nel contesto sociale e culturale di riferimento. In questo modo, un soggetto si connota come “normale” in base al suo funzionamento e adattamento ambientale (Biancichi, 2012). 

Eventuali fattori neurologici, affettivi, temperamentali innati o acquisiti potrebbero intervenire rendendo l’individuo non in grado di adattarsi alle richieste ambientali tipiche (famigliari, scolastiche e sociali) per la sua età cronologica e per il contesto in cui è inserito (Biancichi, 2012).   Il NPI si focalizza sullo studio della psicopatologia dello sviluppo e dei disturbi in un contesto evolutivo: essa si basa inoltre sulla conoscenza delle funzioni psichiche dalla loro genesi e la loro evoluzione nel tempo. Lo sviluppo psichico avviene per tappe evolutive che si distinguono in:

  1. prima infanzia: dalla nascita ai 24 mesi
  2. età prescolare: dai 2 anni ai 6 anni
  3. età scolare: dai 6 anni agli 11 anni
  4. adolescenza: dagli 11 ai 18 anni

Lo sviluppo consiste nella progressione del funzionamento dell’individuo, che avviene per tappe, le quali vengono influenzate da quanto accade nella fase precedente, in modo che ogni evento, normale o patologico, interferisce nello sviluppo evolutivo con implicazioni a lungo termine. Nell’analisi dello sviluppo psichico si prendono in considerazione le competenze neurologiche, neuropsicologiche (sviluppo delle competenze motorie, linguistiche ed intellettive) e anche il livello emotivo-affettivo.

Consulenza Psichiatrica Infantile

La consulenza in psichiatria infantile si focalizza sulla comprensione globale del problema, sulla valutazione dello sviluppo del paziente e sull’osservazione del suo assetto neuropsicologico e affettivo, con il fine di delineare un profilo di sviluppo. 

L’eziopatogenesi consiste in un’interazione tra fattori individuali, famigliari e ambientali.

Il ruolo del neuropsichiatra infantile coinvolge componenti sia di gestione psichiatrica primaria sia di collaborazione in campo pediatrico.

Quando rivolgersi ad un Neuropsichiatra Infantile?

Tendenzialmente, la famiglia dovrebbe rivolgersi al neuropsichiatra infantile quando, nel bambino o nell’adolescente, si evidenziano difficoltà nella sfera neurologica, psichiatrica o neuropsicologica. A livello diagnostico, bisogna valutare la sintomatologia manifestata considerando sia la persistenza e la pervasività del sintomo ma anche la fascia di età e il sesso del bambino.

In che cosa consiste una Consulenza Neuropsichiatrica Infantile?

Il neuropsichiatra infantile struttura la consulenza in diverse sedute conoscitive, al fine di poter raccogliere tutte le informazioni necessari, per stilare un piano di intervento sul paziente. 

La visita neuropsichiatrica prevede:

  • colloquio di anamnesi con i genitori
  • colloquio clinico: generalmente nei bambini in età di latenza o per gli adolescenti ed osservazione di gioco per il bambino (individuale o con i genitori)
  • osservazione del comportamento e altri elementi significativi durante la visita
  • esame neurologico

Questi diversi livelli possono essere anche effettuati in un ordine diverso, in parte anche solo nella prima visita, a seconda dell’età del bambino/adolescente, del livello di “collaborazione” e della complessità del caso. Tuttavia sono tutti necessari per avere un quadro il più possibile completo e poter procedere nella formulazione di un’ipotesi diagnostica ed una eventuale richiesta di approfondimenti che potranno poi portare a confermare l’ipotesi e formulare una diagnosi vera e propria o al contrario a riformulare/modificare l’orientamento diagnostico. Infatti nell’età evolutiva, in particolare per quanto riguarda i bambini molto piccoli, la diagnosi spesso è un percorso che può svolgersi in un tempo più lungo e necessitare non solo degli approfondimenti del caso, ma anche della naturale evoluzione dello sviluppo del bambino è della evoluzione naturale della condizione patologica presente.

Il primo passaggio prevede il colloquio di raccolta anamnestica con i genitori e un colloquio clinico con il bambino stesso. In seguito si procede con l’assessment alla conoscenza delle caratteristiche del bambino (in termini temperamentali e organiche), del contesto famigliare in vive il paziente e valutazione delle caratteristiche strumentali e funzionali degli apprendimenti (Lambruschi, 2014).

È cruciale che l’intervento contempli i diversi aspetti di funzionamento funzionale e cognitivo, altrimenti si rischia di non dare vantaggio. L’intervento deve tenere in considerazione la flessibilità del contesto (Lambruschi, 2014): bisogna tenere conto dell’analisi della domanda per cui viene inviato del bambino o adolescente, ma è doveroso saper allargare lo sguardo e dare una risposta ad ampio raggio e completa.

Se desideri prenotare una consulenza neuropsichiatrica puoi contattarci compilando il form al termine della pagina.

Bibliografia

Ivancich, V. (2012). L’ambulatorio in psichiatria dell’età evolutiva: Screening, orientamento diagnostico, consultazione breve. Springer Science & Business Media.

Lambruschi, F. (2014). Psicoterapia cognitiva dell’età evolutiva: procedure di assessment e strategie psicoterapeutiche. Bollati Boringhieri.

Lishman, W. A. (1992). What is neuropsychiatry? Journal of neurology, neurosurgery, and psychiatry55(11), 983.

Terribili M. (2012). Elementi di Neuropsichiatria Infantile. Scuola IaD, Roma.

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