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Awake surgery: un neuropsicologo in sala operatoria?

Che cos’è l’awake surgery

L’awake surgery è un intervento di neurochirurgia, effettuato con anestesia locale, che prevede che il paziente resti vigile e collaborativo per tutto il corso dell’operazione. Negli ultimi anni sono emersi sempre più dati a favore di questa procedura, indicat soprattutto per la resezione di gliomi di basso e medio grado.

La presenza di un neuropsicologo, che mediante l’utilizzo di test neuropsicologici può fornire un feedback continuo e in tempo reale al chirurgo, è imprescindibile per monitorare le funzioni del paziente. L’obiettivo è consentire una resezione maggiore del tumore e un minor rischio di deficit post-operatori.

La necessità della valutazione neuropsicologica

Il lavoro del neuropsicologo comincia con una valutazione preoperatoria del paziente alcuni giorni prima, prosegue con il monitoraggio intraoperatorio e termina con valutazioni post-operatorie effettuate a distanza di qualche giorno e poi di qualche mese.

I metodi che vengono utilizzati sono gli stessi che un neuropsicologo utilizza in altri contesti, sebbene alcune caratteristiche del paziente e del contesto richiedano un adattamento degli strumenti e delle metodologie.

Ad oggi, infatti, non esistono valutazioni qualitative e quantitative tipiche ed esclusive di questo approccio, per quanto siano stati effettuati una serie di studi in merito e numerosi studiosi si stiano muovendo in questa direzione.

La valutazione preoperatoria è necessaria per ottenere un profilo cognitivo del paziente (evidenziando le eventuali alterazioni delle funzioni): esso fungerà da vademecum, guiderà la scelta delle funzioni da monitorare e permetterà il confronto con la valutazione ottenuta a seguito dell’operazione chirurgica.

Non c’è una risposta univoca in merito alle funzioni da monitorare, ciò dipende dalla lesione e dal grado di accettabilità di un deficit per la società, per il chirurgo e per il paziente (per esempio, la SMA e la corteccia pre-motoria sono coinvolte nell’utilizzo di complesse abilità motorie richieste per le prestazioni musicali: un danno in quelle zone potrebbe essere inaccettabile per un musicista professionista, ma accettabile per un altro paziente).

Nella valutazione intraoperatoria, vengono ripetuti i test eseguiti in sede preoperatoria: le risposte del paziente e del neuropsicologo guideranno “la mano” del neurochirurgo determinando i limiti della resezione del glioma. Alcuni dei compiti maggiormente utilizzati sono il test delle piramidi e delle palme per il linguaggio e il test di bisezione di linee per la cognizione spaziale, ma sono abitualmente usati anche compiti di ripetizione, lettura e scrittura.

Una valutazione post-operatoria è necessaria per osservare l’impatto globale dell’operazione e per procedere in modo ottimale con la riabilitazione.

Sensory-motor profile awake scale (SMP-a)

Becker e colleghi, nel 2016, hanno elaborato un nuovo strumento standardizzato per la valutazione pre, intra e postoperatoria: la SMP-a. Questa scala, pur valutando solamente le funzioni sensoriali e motorie, può essere ampliata e adattata alle necessità del paziente.

Dott.ssa Francesca Basilicata

Dottoressa in scienze e tecniche psicologiche
Studentessa di neuroscienze cognitive e riabilitazione psicologica

francesca.basilicata@yahoo.it

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